Calze da neve: sono legali?
Le autosock o, se preferite, calze da neve sono legali, sì o no? Questo il titolo della telenovela italiana fatta di incompetenza, cavilli e rimbalzi di responsabilità. Il nocciolo della questione è la mancata equiparazione delle autosock con le catene da neve tradizionali. Infatti, l’uso di queste ultime è disciplinato dal Codice della strada che, come alternativa, riconosce gli pneumatici invernali, ma non le calze da neve. Eppure, il prodotto ha già la certificazione O-Norm 5121 dell’Austrian Standard Institute (un ente certificatore privato austriaco) e l’omologazione tedesca TUV2. Basterebbe poco per sdoganare definitivamente un prodotto che funziona bene, per quanto limitatamente ai percorsi realmente innevati (su asfalto si danneggiano quasi subito). Ecco le tre puntate più recenti della telenovela.
Uno: parla il Garante – Già il 24 giugno 2013 s’era aperto un nuovo capitolo nella storia delle autosock. Il Garante della concorrenza, attraverso la sua “Osservazione in relazione all’attività di produzione e vendita di dispositivi supplementari di aderenza per i pneumatici degli autoveicoli per la marcia stradale su neve o ghiaccio”, si riferiva al decreto del Ministero dei Trasporti del 10 maggio 2011 che prevede tre modalità per attestare la conformità dei prodotti antisdrucciolevoli:
1. la certificazione di conformità alla norma Uni 11313, che fa presupporre di per sé la costruzione a regola d’arte dei prodotti;
2. la certificazione di conformità alla norma austriaca V5117, che fa presupporre di per sé la soddisfazione dei requisiti per il riconoscimento dei dispositivi legalmente commercializzati in altro Stato Membro;
3. la terza possibilità di riconoscimento non prevede, invece, alcuna norma specifica, ma si basa sul requisito che, i prodotti in questione, siano legalmente fabbricati o commercializzati in uno Stato membro dell’Unione europea, e garantiscano, anche attraverso “adeguati mezzi di attestazione”, un livello di sicurezza, di affidabilità e di informazione all’utilizzatore equivalente.
Due: la sentenza del Tar – L’associazione confindustriale Assocatene, qualche mese fa, riteneva che “la sentenza del Tar del Lazio, depositata lo scorso 28/6/2013, ha annullato una semplice nota esplicativa della Direzione generale della Motorizzazione che ha risposto alla richiesta di riconoscere che l’utilizzo di calze da neve omologate secondo la norma O-N V5121 sia equivalente all’utilizzo delle catene da neve omologate secondo le uniche due normative previste dal Codice della strada, ovvero la O-N V5117 e la UNI 11313. Assocatene, l’Associazione dei produttori di catene da neve di Anima/Confindustria, ritiene opportuno fare chiarezza nei confronti degli automobilisti che potrebbero acquistare prodotti non previsti dal Codice della strada. Il rischio per gli utenti non è solo quello di subire sanzioni amministrative ma anche di trovarsi in situazioni di emergenza su neve e ghiaccio con dispositivi non adeguati e non sicuri”. E alla Motorizzazione sono intenzionati a difendere fino all’ultimo le norme e le interpretazioni che tagliano fuori le calze da neve: di qui, il ricorso al Consiglio di Stato.
Tre: la posizione del Ministero – Una circolare del servizio Polizia stradale del Ministero dell’Interno (protocollata il 5 novembre 2013 col numero 300/A/8321/13/105/1/2) invita tutti gli organi di Polizia (sui quali ha un potere di coordinamento riconosciuto dal Codice della strada, articolo 11) a “chiudere un occhio”. Il linguaggio del ministero è burocratese stretto, ma in pratica dice che in attesa dei risvolti giudiziari è meglio non sanzionare. Cosa accadrà ora? C’è una sentenza del Tar che “rende legali” le calze da neve; contro questa sentenza, la Motorizzazione (ossia il ministero dei Trasporti) ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. Restiamo quindi in attesa purtroppo della quarta puntata della telenovela, con un ministero che ricorre contro l’uso delle calze da neve mentre un altro ministero dà l’ok alle autosock (che caos!): nel frattempo, i clienti con le calze da neve non dovrebbero essere sanzionati. Usiamo il condizionale perché nella circolare non si precisa nulla in tal senso: sembra solo che il suggerimento sia “aspettare”.
Speriamo riescano a risolvere questa questione anche perché, da oggi, cominciano le cosiddette “ordinanze neve”. Noi nel frattempo vi terremo informati sui futuri aggiornamenti e vi consigliamo l’uso di pneumatici invernali o di catene da neve a bordo.









