La bufala della foto della multa del Tutor
Sul web impazza una news particolare: un giudice di pace avrebbe sentenziato che, se non viene allegata la foto del Tutor al verbale, allora la multa è nulla. In realtà, le cose stanno ben diversamente: se la foto non viene prodotta in sede di giudizio (la causa davanti al giudice per il ricorso fatto dall’automobilista), allora ci possono anche essere gli estremi per la cancellazione del verbale.
I fatti – La settimana scorsa la sentenza 42/15 del giudice di pace di Alessandria ha annullato per mancanza della foto un verbale per eccesso di velocità rilevato da un Tutor sull’A26. È solo un banale caso di disorganizzazione degli uffici pubblici e alla base ci sarebbe un contrasto tra privacy ed esigenze di certezza della prova: da anni, appunto, il Garante della riservatezza ha prescritto che l’immagine va solo tenuta a disposizione dell’interessato che la richieda dopo aver ricevuto il verbale. E infatti, leggendo la sentenza, si capisce che il problema è stato un altro: la Prefettura non ha mai presentato le foto al giudice; e le immagini sono alla base di qualunque accertamento d’infrazione effettuato da apparecchi automatici. Tanto più nel caso del Tutor, che quando misura la velocità media deve individuare qualsiasi veicolo all’inizio del tratto “cronometrato” e riconoscerlo alla fine, in modo da attribuirgli il suo tempo di percorrenza: il riconoscimento non può essere che fotografico.
Quindi la foto esisteva anche nel caso di Alessandria, ma è rimasta negli uffici prefettizi o di polizia. Più probabilmente per un disguido, come già accadde per un’altra sentenza sul Tutor, che fece notizia nel luglio 2009: l’unica differenza è che all’epoca si dimenticarono di portare in giudizio un certificato di taratura.









